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Stalking Bancario: reato anche per chi viene incaricato dall'agenzia per il recupero del credito

La massima autorità nell’interpretazione e nell’applicazione del diritto, ossia la Corte di Cassazione penale, ha emesso una sentenza in data 02.01.2019 n 61 con la quale ha finalmente statuito che il reato di Stalking si configura, anche in assenza di un incontro fisico tra la vittima ed imputato, in quanto è sufficiente che siano inviati dei messaggi ovvero anche una telefono nata dal tono minaccioso.

Con la pronuncia, presa in esame, si allinea ad altre sentenze nelle quali si chiarisce, che il reato di atti persecutori si configura nel momento in cui la condotta minacciosa del reo destabilizza l’equilibrio psichico della persona offesa. Per equilibrio psichico della persona, s’intende quando il soggetto provi, durante il periodo nel quale l’ente preposto al recupero del credito tenti di ottenerlo, uno stato di ansia perdurante o di paura, ovvero quando s’ingenerare nel soggetto un fondato timore per la propria incolumità o per quella di un prossimo congiunto o di persona alla medesima legata da relazione affettiva, portandolo ad alterare le proprie abitudini di vita.

Inoltre la vittima non deve specificare e/o individuare con esattezza uno più eventi alternativi del delitto di stalking essendo sufficiente che la prova sia desunta dalla condotta dell’agente e dal complesso degli elementi fattuali altrimenti acquisiti.

In conclusione lo stalking bancario presenta, quindi, tre caratteristiche di base :

  1. Lo stalker è un istituto di credito, società finanziaria, una grande azienda o una società di recupero crediti che lavora per conto di una di queste persone giuridiche
  2. La condotta è associata al recupero di un precedente credito
  3. Il comportamento dello stalker deve essere di tipo persecutorio secondo quanto previsto dall’art 612 – bis del codice penale, come visto ed esposto poc’anzi

Una mia personale opinione concerne , che molte volte, l’intero importo non è totalmente dovuto, in quanto il rapporto per il quale viene chiesto il pagamento, il più delle volte presenta anomalie come ad esempio di interessi usurari, interessi superiori a quello legale, commissioni al massimo scoperto, anatocismo dei giorni di valuta ecc .

Consiglio pertanto, per quanto esposto nel paragrafo precedente, di controllare sempre attraverso un’analisi peritale, molte volte a seguito del controllo peritale l’importo richiestoci non è dovuto.

In sostanza, con questa ulteriore sentenza, si va a concretizzare la illegittimità di tutte quelle pratiche scorrette ( dalla telefonate ripetute provenienti da numeri anonimi, alle visite di incaricati delle società presso il debitore, che sollecitano il pagamento con minacce di azioni legali sproporzionate, sino alle comunicazioni sui mancati pagamenti ai familiari e colleghi dell’interessato... ) .

Per un ulteriore approfondimento vedi sentenza di Cassazione penale, sez V, del 02.01.2019 n °61 qui allegata.

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